I Sindaci hanno promesso una nuova governance davanti ai cittadini. Quattro mesi dopo, resta solo il silenzio. E un territorio che non può più permettersi chi non decide.
Editoriale di Domenico Vincenzo Vinci
L’8 novembre 2025, nella Sala della Cultura di Melito di Porto Salvo, i Sindaci dei Comuni dell’Area Grecanica hanno fatto ciò che per anni avevano evitato: si sono assunti responsabilità pubbliche, chiare, inequivocabili. Hanno discusso, si sono confrontati, hanno denunciato criticità e, soprattutto, hanno approvato davanti ai cittadini e alle telecamere la nascita dell’Unione dei Comuni dell’Area Grecanica (Area dello Ionio Meridionale), una nuova governance territoriale per superare l’inefficacia dell’attuale Assemblea dei Sindaci.
Quella sera, nessuno si è tirato indietro. Quella sera, tutti hanno parlato di unità, visione, coraggio. Quella sera, tutti hanno detto “sì”.
Poi, appena si sono spente le luci, sono tornati i silenzi.
Da quattro mesi, nessun atto. Nessuna convocazione. Nessun passo avanti.
E mentre la politica tace, il territorio continua a gridare. Il ciclone Harry ha mostrato ciò che molti amministratori preferiscono ignorare: una costa fragile, un entroterra vulnerabile, un territorio senza difese e senza voce. Ma ha mostrato anche qualcosa di più grave: una classe politica locale incapace di trasformare le parole in fatti.
Il titolo della puntata inaugurale non era casuale: “Unione dei Comuni – madre di tutte le soluzioni, figlia di tutte le rinunce.”
E le rinunce, puntuali, sono tornate. Sono tornate appena finito l’applauso. Sono tornate appena finita la diretta. Sono tornate appena finita la responsabilità pubblica.
È il momento di dirlo senza filtri: i Sindaci devono uscire dall’ambiguità.
Non si può invocare l’unità e poi agire da solisti. Non si può parlare di emergenze e poi non muovere un dito. Non si può chiedere fiducia ai cittadini e poi sparire per mesi.
La verità è semplice e dura: senza una governance unica, l’Area Grecanica non conta nulla. Non conta sulla sanità. Non conta sulla SS106. Non conta sulla difesa costiera. Non conta sulle infrastrutture. Non conta nei tavoli regionali o nazionali.
E un territorio che non conta è un territorio che perde. Perde risorse. Perde opportunità. Perde giovani. Perde futuro.
Adesso basta.
Non servono altri tavoli. Non servono altre foto. Non servono altre dichiarazioni.
Serve una sola cosa: coerenza. Coerenza con ciò che è stato detto. Coerenza con ciò che è stato approvato. Coerenza con ciò che è stato promesso davanti ai cittadini.
L’UNIONE DEI COMUNI in “Area dello Ionio Meridionale” non è un’idea da convegno. È un impegno. È un atto dovuto. È l’unica strada per evitare che questo territorio continui a scivolare verso l’irrilevanza.
I Sindaci hanno parlato. I cittadini hanno ascoltato. Le telecamere hanno registrato.
Ora è il momento di agire. E chi non agirà dovrà spiegare perché ha tradito la parola data.
