Per tre settimane, gli studenti hanno seguito lo sviluppo embrionale delle uova, monitorando ogni fase attraverso una lampada esterna che ha permesso di osservare la crescita interna in sicurezza. Ogni alunno è stato responsabile della cura di un uovo, vivendo in prima persona il processo di cova e la meraviglia della nascita.
«Oltre a favorire la conoscenza del ciclo della vita – spiegano le docenti – il progetto ha stimolato la curiosità scientifica, educando alla pazienza, al rispetto e alla cura degli esseri viventi.»
Un modello di scuola aperta
La dirigente scolastica, dott.ssa Antonella Mongiardo, ha accolto la nascita di Fortunato come un segno benaugurale: «Progetti come questo abbattono le barriere tra teoria e pratica, coinvolgendo ogni studente in modo attivo e paritario. La cura condivisa di una vita che nasce favorisce la coesione del gruppo classe e l’inclusione, mettendo al centro l’emozione della scoperta. È questo il modello di scuola aperta e dinamica che vogliamo promuovere nel nostro Istituto.»
Fortunato, ambasciatore di cura e responsabilità
Il piccolo pulcino, accolto con entusiasmo anche dagli alunni del plesso Pietà, sarà affidato per qualche giorno alla classe 2B, prima di essere adottato dall’alunna responsabile dell’uovo da cui è nato.
Un’esperienza che ha trasformato la scienza in emozione, la didattica in vita, e la scuola in un luogo dove anche un pulcino può insegnare il valore della responsabilità e della cittadinanza attiva.
