Il post del Sindaco Nastasi riaccende i riflettori sull’ennesimo abbandono di rifiuti nell’alveo della Tabacco: un oltraggio che minaccia di cancellare anni di lavoro pubblico, investimenti PNRR, la dignità di un luogo simbolo della comunità e un percorso di rinascita costruito con sacrificio e visione.
Ci sono luoghi che non sono semplici coordinate geografiche.
Ci sono luoghi che custodiscono memoria, identità, tradizione.
La Fiumara Tabacco, ad Annà, è uno di questi.
Eppure, ancora una volta, siamo costretti a raccontarla non per ciò che rappresenta, ma per ciò che subisce.
Le immagini diffuse dal Sindaco di Melito non lasciano spazio a interpretazioni: cumuli di rifiuti abbandonati nell’alveo del torrente Tacacco, un gesto di inciviltà che ferisce più di mille parole. Ferisce perché colpisce un luogo che la comunità sta cercando di restituire alla dignità. Ferisce perché tradisce un percorso di rinascita costruito con risorse pubbliche, lavoro, sacrificio. Ferisce perché dimostra che una minoranza continua a scegliere l’illegalità, pensando di restare impunita.
Ma questa storia non comincia oggi.
La Fiumara Tabacco è balzata agli onori della cronaca il 25 marzo 2023, quando – in maniera improvvida e inaccettabile – la processione della Madonna di Porto Salvo fu fatta transitare accanto a un vero e proprio immondezzaio.

Un’immagine balzata agli onori della cronaca non solo locale, che indignò l’intero Paese: fedeli, anziani, bambini costretti a camminare tra rifiuti e degrado, in un contesto che nulla aveva di degno, nulla di sacro, nulla di civile.

Pochi giorni dopo, il 4 aprile 2023, la Guardia di Finanza mise i sigilli all’area: una bomba ecologica, un inferno a cielo aperto, finalmente riconosciuto come tale.

Da allora è iniziato un percorso complesso, lungo, faticoso.
Nel settembre 2025 sono partiti i lavori di bonifica e di sistemazione degli argini, grazie a un finanziamento PNRR di oltre un milione di euro intercettato dalla precedente amministrazione Orlando.

Un intervento portato avanti dall’amministrazione Nastasi che ha permesso:
- la rimozione di tonnellate di rifiuti accumulate negli anni;
- il rimodellamento della sezione idraulica per migliorare sicurezza e funzionalità del corso d’acqua.
Un investimento pubblico importante, un passo avanti per il decoro urbano, la tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio.
E oggi?
Oggi quelle immagini rischiano di vanificare tutto.

Perché basta l’inciviltà di pochi per mettere in discussione il lavoro di molti.
Perché basta un gesto irresponsabile per riportare indietro un territorio che sta cercando di rialzarsi.
Il Sindaco Annunziato Nastasi annuncia la chiusura dei varchi, l’installazione di sistemi di videosorveglianza, sanzioni severe per chi continuerà a violare le regole. È un segnale necessario. È un segnale atteso. È un segnale che va sostenuto.
Ma non basta la repressione.
Serve la responsabilità.
Serve la comunità.
Serve che i cittadini onesti – la stragrande maggioranza – non voltino lo sguardo altrove.
Difendere il proprio territorio non è un favore all’amministrazione.
È un dovere civico.
È un gesto d’amore verso la propria terra.
La Fiumara Tabacco non è solo un torrente.
È un simbolo.
E i simboli, quando vengono feriti, feriscono tutti.
Oggi Capo Sud Televisione sarà lì, tra quelle pietre e quei segni di inciviltà, per raccontare la verità dei fatti, per mostrare ciò che non può essere nascosto, per ricordare che la rinascita non è un atto dovuto: è una scelta quotidiana.
E questa scelta riguarda ognuno di noi.
Domenico Vincenzo Vinci
